sabato 1 ottobre 2011

Perchè fare una psicoterapia?

“Nel 2020, prevede l’Organizzazione mondiale della salute OMS, la depressione sarà la seconda causa de malattia e invalidità nei paesi occidentali e oggi in media una persona su quattro presenta qualche disturbo mentale”  Umberto Veronesi, in Repubblica del 18 sett. 2011.


La Psicoterapia è nata come la cura dei problemi psicologici o psichici, una volta concepiti come problemi “nervosi”. All’epoca i termini nevrosi e psicosi, inglobavano una serie di sintomi ed alterazioni, che secondo la gravità s’incasellavano nella prima o nella seconda categoria considerata nel linguaggio volgare sinonimo di “follia”. Le persone “folli” erano rinchiuse nei manicomi, e l’Italia è stata il primo paese a chiuderli e a rivoluzionare così le idee sulla “malattia mentale”.
Benché oggi sappiamo molto di più su questo tipo di disturbi e possiamo definire i funzionamenti alterati contenuti in queste etichette, esse continuano ad essere usate, anche se un po’ aggiornate: disturbo bipolare, depressione endogena, disturbo borderline, autismo, sindrome d’ansia generalizzata, attacco di panico ecc. Fa paura, non solo perché sono avvolte dall’antico fantasma della “follia” ma perché appaiono prive di significato alla persona che le riceve. La diagnosi così fatta, può non fargli capire perché soffre, come si è prodotto progressivamente il malessere che l’affligge, e come può cambiare.
Questo è uno dei motivi importanti per cui molte persone hanno ancora difficoltà ad intraprendere una Psicoterapia: non vogliono essere considerate “matte” e soprattutto non si fidano di una diagnosi così indefinita e di una “cura” perciò poco efficace. Molta colpa viene dagli stessi psicoterapeuti che sostengono teorie e concetti vaghi e poco scientifici che non consentono metodologie precise e sperimentate. Un’epatite è un’infezione al fegato, prodotta da una causa misurabile e ha delle cure precise e sperimentate scientificamente. Cos’è l’ansia, l’angoscia? cos’è un disturbo bipolare? Come si possono curare e far sparire?
Grazie alle conoscenze e le ricerche scientifiche, la Psicologia Clinica e la Psichiatria si evolvono costantemente e oggi sappiamo che la ”malattia mentale” non è tale, non esiste un solo organo che si ammala (i nervi, il cervello) e che si deve curare come le malattie “del corpo”. Allo stesso tempo anche nelle scienze mediche si evolve l’idea che non si possa curare adeguatamente il corpo senza curare la mente, la psyche. La saggezza popolare l’ha sempre capito ed espresso nei proverbi del tipo: “la tristezza mi spezza il cuore”, “la rabbia mi fa bollire il sangue”. 

La Psicoterapia Funzionale
Si cominciano a scoprire e studiare i meccanismi con cui mente e corpo interagiscono producendo e mantenendo equilibrio e salute integrale dell’organismo, dell’interezza dell’essere. L’essere umano quando si ammala e soffre, si ammala tutto intero e tutto intero deve essere curato, intervenendo su i complessi funzionamenti dove meccanismi biologici e psicologici s’intrecciano. Dunque non solo è cambiata l’idea che abbiamo su cos’è la malattia ma soprattutto cos’è la SALUTE e il BENESSERE. Le scienze che se ne occupano come la Medicina e la Psicoterapia devono poter agire su questi Funzionamenti psico-corporei responsabili della salute in tutti i suoi livelli: 
Fisiologico:  come il respiro, il tono muscolare, il sistema senso-percettivo, il sistema immunitario e ormonale.
Razionale e simbolico: come l’immaginazione, le fantasie, i sogni, i valori, il controllo.
L’emozioni e i sentimenti
Muscolare-posturale: la forza e la morbidezza, le posture e le espressioni, i movimenti e le sue modalità.
La Psicoterapia Funzionale ha alla base una Teoria e una metodologia che spiega i funzionamenti psico-corporei, come essi si alterino e come si possano “curare” per recuperare la salute dell’intero essere. Non servono le etichette, serve capire cos’è successo nella vita della persona che ha fatto sì che alcuni funzionamenti cominciassero ad alterarsi fino a provocare sintomi e sofferenza.
Una volta capito questo La psicoterapia Funzionale intraprende un processo di cambiamento dei Funzionamenti profondi alla base di pensieri, comportamenti, emozioni, modalità relazionali della persona che soffre. Lo fa attraverso delle tecniche che curano “corpo e mente” insieme, preparate appositamente per recuperare le capacità di muoversi e crescere, di amare e di condividere, di creare e cambiare il mondo, di percepire e sentire, di controllare e calmarsi, di gioire e di affermarsi, di adattarsi e di evolversi.
Fare una psicoterapia non significa allora “essere matto”, significa avere sofferenze delle quali non riusciamo a venire a capo da soli, perché le capacità e funzionamenti citati si sono alterati e non ce lo permettono più. La sofferenza può venire  da un problema grave da risolvere, dal dover fare una scelta importante e avere costanti dubbi, al non riuscire a fare una scelta professionale determinante. Possiamo essere in difficoltà per un cambiamento forte nella nostra vita come la nascita di un figlio, la morte di un essere caro, il matrimonio o un divorzio. Ci sono dure sofferenze legate alle tappe della vita come l’adolescenza, la vecchiaia, la menopausa. Possiamo essere insoddisfatti dalla nostra vita in generale, o dalla nostra vita sentimentale. Possiamo affrontare paure molto invalidanti o ansie forti, sentirci depressi e senza forze. Possiamo avere dei sintomi fisiologici come cefalee ricorrenti o problemi digestivi cronici, insonnia e incubi, o disfunzione della sfera sessuale. In tutti questi esempi le nostre capacità sono messe a dura prova e i nostri limiti possono rivelarsi troppo invalidanti. La psicoterapia può aiutarci a cambiare.
Possiamo anche intraprendere una psicoterapia semplicemente per conoscerci meglio e per avere una vita più piena e sana, anche in assenza di situazioni gravi. In ogni caso la Psicoterapia può offrirci un’opportunità di cambiamento profondo del nostro essere, non solo delle alterazioni da eliminare e delle sofferenze da lenire, ma attivando e facendo crescere risorse  latenti che contribuiscono alla salute e alla crescita personale. Si tratta anche di potenziare la salute agendo sulle capacità dell’organismo d’auto equilibrarsi per sostenere la propria salute e benessere, e di crescere ed espandersi.
La psicoterapia è un lavoro su se stessi, occasione per imparare a parlare di sé ad un livello profondo e comunicare. Capire meglio se stessi permette anche di capire meglio gli altri. La psicoterapia può quindi anche essere vista come una formazione alla relazione. Questo è ancora più vero per la psicoterapia di gruppo. Se è obbligatorio per legge che uno psicoterapeuta abbia fatto una psicoterapia, la stessa cosa sarebbe fortemente auspicabile per qualsiasi persona che lavori nel campo della relazione: insegnante, educatore, formatore, assistente sociale, mediatore, medici, avvocati!
E’ interessante menzionare le ricerche di James Pennebaker che ha dimostrato che esiste una correlazione tra, da una parte, l’espressione dei propri sentimenti ed emozioni, e dall’altra, la salute, non solo psicologica ma anche fisica. Anche le ricerche provano l’efficacia della psicoterapia nella cura di Disturbi considerati gravi come la depressione, l’ansia cronica o le malattie prodotte dallo stress. La psicoterapia provoca miglioramenti più duraturi e stabili che gli psicofarmaci tanto in voga attualmente.
La psicoterapia liberandosi dei vecchi concetti poco scientifici, delle paure sulla follia, dei guru che promettono cure tanto miracolose quanto poco serie, può dare un contributo consistente alla salute delle nostre società afflitte da violenza e mancanza di rapporti umani sani, rispettosi e d’aiuto reciproco.

venerdì 5 novembre 2010

A maniera di biografia: cosa nascondono le frontiere?

"Frontiera, dal vocabolario: linea di confine che delimita il territorio di uno stato.  Fig. linea che delimita o circoscrive: i confini della scienza".


Alcune persone costruiscono frontiere per separare, altri per controllare, altri ancora per ordinare, mentre molte persone ed esseri viventi, immaginano mille modi per varcarle. Le frontiere sono di tanti tipi: di ferro o di mattoni grossi resistenti per non far arrivare i messicani  negli USA o gli africani in Spagna, mentre pollini e uccelli riescono a varcare  leggeri i vietati confini.
Altre frontiere sono fatte da idee, da valori, da sentimenti, da concetti. Alcune di queste frontiere diventano pregiudizi, dogmi, divieti e anche odio.
A me piace pensare che la frontiera è come l'orizzonte, sembra che tutto finisca là, ma non é così.
Nella mia infanzia la prima frontiera che ho conosciuto era di acqua, il mare che separava la Spagna terra di mia madre e il Venezuela di mio padre. 
Ho imparato a scuola, con fatica e dolore, che gli antenati di mio padre, gli indiani dell'America del Sud (ed anche quelli dell'America del Nord) erano stati quasi sterminati dagli europei: altro che scoperta dell'America!, com'era scritto nei miei libri di testo da piccola. Mentre a casa, mio padre venezuelano e mia madre spagnola, si erano scelti per amore e univano magicamente quelle loro due culture così diverse, per dare vita a me e ai miei fratelli. 
L'amore può diluire le frontiere....
La forza e la ricchezza della diversità di quel amore mi portò a vent'anni a voler varcare le frontiere fra gli uomini studiando psicologia,  poi la frontiera tra "folli" e "normali" diventando psicoterapeuta.
Ma quel amore mi permise sopratutto di varcare quella mia prima frontiera di acqua, degli oceani fra l'America e l'Europa, e di conoscere con gioia quello che sta al di là dell'orizzonte.

lunedì 1 novembre 2010

Cos'é la Psicoterapia?


La psicoterapia è una relazione umana profonda attraverso cui la persona può intraprendere un processo di cambiamento dei suoi funzionamenti profondi alla base di pensieri, comportamenti, emozioni, sogni… La Psicoterapia Funzionale utilizza una metodologia precisa, le cui tecniche sono preparate appositamente per recuperare le Esperienze di Base che dalla nascita permettono all’essere umano di costruire il proprio “Sé” e le sue particolari capacità di muoversi e crescere, di amare e di condividere, di creare e cambiare il mondo, di percepire e sentire, di controllare e calmarsi, di gioire e di affermarsi, di adattarsi e di evolversi.
L’obiettivo ultimo che pretende come psicoterapia volta al futuro, in questo XXI secolo, non è soltanto il cambiare i funzionamenti che si alterano producendo sintomi lievi o piuttosto invalidanti, ma un recuperare più profondo della salute integrale fatta di complessi meccanismi naturali psico-corporei che la regolano, la mantengono e l’accrescono, come la respirazione per esempio.
La psicoterapia del domani dovrà continuare a allargare le proprie frontiere scoprendo  e studiando ancora questi meccanismi e sistemi auto-regolatori della salute e della vita, come ha ben evidenziato il professor Rispoli nel primo Congreso sul NeoFunzionalismo, a Napoli in maggio 2010.